L’autosabotaggio nell’inconscio dell’imprenditore
luglio 14, 2010
Nell’ottica ontopsicologica, quando si parla di impresa, si parla soprattutto dell’impresario e della sua personalità, perché egli è il centro pulsore, l’artefice del prodotto impresa. Ciò significa che, quando l’impresa va in perdita, la causa non va ricercata in fattori esterni, ma prima di tutto nel primo motore dell’impresa: l’imprenditore. Quello che sembra attribuibile a cause esterne (difficoltà burocratiche sopravvenute, fisco, inflazione, eccessivo indebitamento senza adeguata copertura finanziaria, etc.), in realtà, trova sempre la sua causa prima nell’imprenditore, imprenditore che, con una psicologia di autosabotaggio inconscio, ha progettato o facilitato la sua personale disgrazia senza esserne consapevole, perché ha gestito la situazione economica sulla base di una convinzione individuale errata, di uno stereotipo dominante – intorno al quale ha costruito, nell’infanzia, la sua personalità e che ama e difende identificandovisi – che, anziché essere funzionale all’economia dell’affare, lo ha inevitabilmente condotto all’autorovina. Da queste considerazioni emerge che, per fare in ogni momento l’ottimale della sua impresa, l’imprenditore – che ha una grande responsabilità sociale, perché l’impresa è benessere non solo per sé, ma
anche per gli altri – deve prendere coscienza e riappropriarsi della sua reale identità di natura ed abbandonare gli stereotipi disfunzionali appresi durante l’infanzia. In sostanza, nella prospettiva ontopsicologica, l’impresario, per anticipare o fermare il black out della propria azienda, deve lavorare principalmente su se stesso, cambiando i suoi modi non funzionali di riferimento, di amore e di stereotipo.
Premetto,non sono una imprenditrice,ma debbo amettere che tutto ciò che prof.Meneghetti consiglia,meglio dire insegna, a tutti coloro che nella loro vita hanno fatto una priorità assoluta del lavoro,è pura verità;io nel mio piccolo ho fatto tesoro di tutte quelle righe ,che con tanto di entusiasmo notti intere leggevo,e con tanto di orgolio posso dire di aver raggiunto un traguardo non indifferente nell’ azienda in cui lavoro.Ovviamente agisco da dietro le quinte,quindi la mia di soddisfazione arriva sulle cime di Himalaya….